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Una dodicenne inventa un orsacchiotto nascondi-flebo per tranquillizzare i piccoli pazienti ricoverati

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C’è chi il mondo lo prende com’è e chi invece prova a cambiarlo per farne un posto un po’ più sopportabile.

È il caso di una bambina americana di dodici anni, Ella Casano, che si è inventata un orsetto “medico” che può aiutare i piccoli pazienti come lei a trascorrere un pochino più in allegria le lunghe ore che la malattia li costringe a passare in ospedale.

Lei aveva sette anni quando ha saputo di essere stata colpita da una malattia autoimmune piuttosto aggressiva. Da quel momento per lei è cominciata un’odissea fatta di ricoveri, esami, terapie.

Ma come si diceva sopra, la piccola Ella non è una che accetta il mondo così com’è, lei è una di quelle persone che prova a cambiarlo un pochino in meglio.

Costretta a passare lunghe ore in ospedale, la bambina si è concentrata sulle flebo.

Si è ricordata in particolare di come le prime volte la spaventasse l’idea di tutti quei tubicini che entravano e uscivano dalle sue braccia e soprattutto la impauriva il momento in cui veniva applicato il fatidico ago sottopelle.

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Ella ci ha pensato un po’ su, provando a vedere se per caso non era possibile rendere tutto questo un po’ meno spaventoso per dei bambini come lei, che già erano costretti a una vita così diversa da quella di tutti gli altri piccoli amici.

Si potevano rendere le flebo un po’ più piacevoli da guardare?

E così un bel giorno Ella si è armata di forbici e colla e ha cominciato a lavorare di buzzo buono: ne è venuto fuori il primo esemplare del suo “Medi Teddy”, un orsacchiotto che nasconde alla vista la flebo, ma senza ostacolare il lavoro degli infermieri.

E in effetti Medi Teddy copre la sacca della fleboclisi ma lascia agli operatori campo libero per controllare livello e flusso nella parte posteriore.

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L’idea della piccola Ella ha incontrato subito il favore sia dei medici che degli infermieri, cosicché il passo successivo è stato il brevetto dell’invenzione. Poi è venuta una raccolta fondi per il sostegno delle strutture ospedaliere pediatriche.

Brava Ella, un’idea semplice ma efficace.


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